L’essenza del diritto. Le proposte di Michel Villey, Sergio Cotta e Javier Hervada

Relazioni

Stéphane Bauzon
– Università degli studi di Roma “Tor Vergata”

Sulle orme di Aristotele, il filosofo del diritto Michel Villey (1914–1988) ci precisa che il diritto si scopre nelle cose reali del nostro mondo. Villey non nega il ruolo delle leggi nella scoperta del diritto. A sui avviso, le regole giuridiche sono accessorie per il giurista. Il suo pensiero giusfilosofico rappresenta un contributo notevole per cogliere l’importanza dell’indagine filosofica sul rapporto tra una situazione di fatto risalente alla natura delle cose e il diritto positivo. Coerentemente con la sua critica della generalità della legge morale, Villey denuncia la natura astratta dei diritti dell’uomo. Nella prospettiva di Villey, il diritto è il risultato di un confronto dei testi legali coi fini naturali dell’organizzazione sociale, da una controversia dell’applicazione del diritto positivo sulla base del diritto naturale. Il diritto naturale è tratto dalla natura, aperto alla ragione degli uomini indipendentemente dalle loro convinzioni religiose. Il diritto non è attributo del soggetto, esso non sfocia unicamente dalla volontà, dalla convenzione; per cogliere il realismo del diritto, bisogna uscire da queste astrazioni fomentate della teoria del diritto soggettivo.

Parole chiave: Villey, diritto, realismo giuridico, diritto soggettivo, diritti umani.

english Following Aristotle’s example, the legal philosopher Michel Villey (1914-1988) holds that the right is discovered in the real things existent in our world. Villey does not deny the role of the laws in the discovery of the juridical domain. In his view, juridical norms are subsidiary for the jurist. Villey’s legal-philosophical thought represents a significant contribution to the grasping of the importance of the juridical-philosophical research on the relation between factual states of affairs and the positive law. In coherence with his critique of the general character of the natural law, Villey does not resort to an explanation of human rights when these are considered to be founded in an abstract conception of human nature. In Villey’s view, right is the result of the confrontation between legal texts and the natural ends of the social organization, between the application of positive right and its foundations in natural right. Natural right is conceived as extracted from nature, it is accessible to the human mind independently from their religions convictions. The right is not an attribute of the personal subject, it does not derive exclusively from the will or from conventions. In order to grasp juridical realism, one has to exit the realm of abstractions manifested in the idea of subjective right.

Keywords: Villey, right, juridical realism, subjective rights, human rights.

Bruno Montanari
– Università Cattolica di Sacro Cuore

In questo lavoro si analizza la visione di Sergio Cotta sull’essenza del diritto. L’autore cerca di collocare il pensiero giusfilosofico di Sergio Cotta nel contesto della filosofia del diritto del ’900. Si sottolinea che l’aproccio fenomenologico alla relazione intersoggettiva, che porta i soggetti in una condizione onto-logica dell’esistenza, colloca Cotta allo stesso tempo nel contesto delle vicinanze analogiche ma anche distanze dal pensiero del suo tempo. Nella seconda parte dell’articolo viene messa alla luce l’originalità teoretica di Sergio Cotta nella proiezione universale della sua visione giusfilosofica.

Parole chiave: Sergio Cotta, ontofenomenologia giuridica, universalismo del diritto.

This work seeks to analyze Sergio Cotta’s view on the essence of right. The author seeks to position Cotta’s legal-philosophical thought in the context of twentieth-century philosophy of law. He affirms that Cotta’s phenomenological approach to intersubjective relations — which places the subjects in an onto-logical status of existence — firmly places him in the context of, simultaneously, analogical proximity and distance from his contemporary colleagues. In the second part of the article the author seeks to explain the theoretical originality of Sergio Cotta regarding the universal projection of his legal-philosophical vision.

Keywords: Sergio Cotta, juridical ontophenomenology, universality of right.

Pedro Serna
– Universidade da Coruña (España)

Questo studio descrive e analizza criticamente il processo di formazione del pensiero di J. Hervada sull’essenza e il fondamento del diritto. L’opera di Hervada costituisce, fin dai suoi inizi come canonista, un tentativo di determinare la natura della giuridicità e, in relazione ad essa, di affrontare la questione del fondamento radicale del diritto nella persona e nella dignità dell’essere umano. Questa prospettiva ci permette di affrontare in modo soddisfacente alcune questioni fondamentali della teoria e della filosofia del diritto che continuano ad essere controverse fino ad oggi: il rapporto tra giustizia e diritto o, più in generale, tra diritto e morale, la questione del diritto naturale e il suo inserimento nel sistema giuridico, la critica del positivismo giuridico, eccetera.

Parole chiave: concetto di diritto, diritto naturale, persona e diritto, Javier Hervada, dignità umana.

This paper describes and critically analyses the process of formation of J. Hervada’s thought on the essence and ground of law. Hervada’s work constitutes, from its beginnings as a canonist, an endeavour to determine the nature of the juridical and, in connection with it, to deal with the question of the radical foundations of law in the condition of a person proper to the human being and in its dignity. This perspective allows to confront in a satisfactory way some nuclear questions of the theory and philosophy of law that continue to be controversial to the present days: the relationship between justice and law or, more broadly, between law and morality, the question of natural law and its insertion in the legal system, the critique of legal positivism, etc.

Keywords: Concept of Law, Natural Law, Person and Law, Javier Hervada, Human Dignity.

Thierry Sol
– Facoltà di Diritto Canonico. Pontificia Università della Santa Croce

Il concetto di diritto soggettivo è uno dei più utilizzati ai nostri giorni, ed è forse diventato per questa ragione uno dei più ambigui. Sembra impossibile in questa sede ripercorrere la sua storia o tentare una sintesi dell’ampia letteratura sviluppata da più di un secolo su questo tema. Sergio Cotta, Michel Villey e Javier Hervada hanno, in contesti e con interessi differenti, consacrato una rilevante parte dei loro studi al diritto soggettivo: Cotta inserisce il concetto nel grande panorama della storia del diritto del soggetto e nella sua relazione antagonistica con la norma — quello che si tradurrebbe con l’opposizione tra right e law; Villey propone una penetrante ricostruzione della genesi filosofica del diritto soggettivo attorno al nominalismo occamiano; Hervada precisa il momento logico del diritto soggettivo come conseguenza dell’esistenza primaria del diritto inteso come la cosa giusta.

Parole chiave: Diritto soggettivo; realismo giuridico; Sergio Cotta; Michel Villey; Javier Hervada.

The concept of subjective right is one of the most used in our days and has perhaps become for this reason one of the most ambiguous. It seems impossible here to retrace its history or attempt to summarise the extensive literature developed on this subject over a century ago. Sergio Cotta, Michel Villey and Javier Hervada have, in different contexts and with different interests, devoted a significant part of their studies to subjective right: Cotta places the concept in the great panorama of the history of the subject’s rights and in its antagonistic relationship with the law; Villey proposes a penetrating reconstruction of the philosophical genesis of subjective right around Ockham’s nominalism; Hervada specifies the logical moment of subjective right as a consequence of the primary existence of the right, understood as res iusta.

Keywords: Subjective right; juridical realism; Sergio Cotta, Michel Villey; Javier Hervada.

Eduardo Baura
– Pontificia Università della Santa Croce

Facendo tesoro degli apporti dei filosofi del diritto Villey, Cotta e Hervada, si distingue la realtà del diritto inteso come il suum dovuto, oggetto della virtù della giustizia, dalla norma giuridica intesa come regola della condotta giusta. Si analizzano le nozioni di ius e di norma e poi si studia il rapporto tra la norma e il diritto, cercando di individuare soprattutto i collegamenti di causalità. L’articolo finisce con alcune considerazioni circa la conoscenza della norma in ordine all’individuazione dello ius.

Parole chiave: Diritto, norma, regola, legge, giustizia.

Taking advantage of the contributions of the juridical philosophers Villey, Cotta and Hervada enables the distinction of the ius intended as the owed suum, object of the virtue of justice, from the juridical norm understood as a rule of right conduct. This article analyzes the notions of ius and norm, proceeding to study the relationship between the norm and the right (ius), with the aim of identifying, primarily, the links of causality. The article concludes with some considerations about the knowledge of the norm with regard to the identification of the ius.

Keywords: right, norm, rule, law, justice.

Paolo Savarese
– Facoltà di scienze politiche, Università di Teramo

L’autore analizza il rapporto tra il diritto e la morale nel contesto della ricerca sull’essenza del diritto. Partendo da alcune considerazioni introduttive, si individuano una difficoltà di fondo ed alcune linee tematiche. L’autore procede con l’analisi del diritto sul piano discorsivo per poi ampliare l’analisi focalizzando i concetti di forma, finalità e controversia. Nella parte finale del lavoro, egli presenta una ricerca del diritto come la ipsa res iusta riportandola sul piano epistemico nel quadro del senso classico della dialettica.

Parole chiave: Villey, Cotta Hervada, diritto, morale.

The author analyzes the relationship between right and morality in the context of the research on the essence of right. Starting form certain introductory considerations, he identifies a foundational problem and then delineates from it some thematic lines of argument. He proceeds with the analysis of right on a discoursive plain before turning to extend his research along the focal points of the form, finality and controversy. In the final part of the paper, he presents a line of research of the right as the ipsa res iusta by imerging this conception in the classical meaning of dialectics on an epistemological plain.

Keywords: Villey, Cotta Hervada, right, morality.

Antonio Punzi
– Dipartimento di Giurisprudenza, Luiss – Università Guido Carli (Roma)

Questo lavoro cerca di presentare il pensiero di Villey, Cotta e Hervada sui rapporti tra il diritto e la filosofia politica. Dopo aver collocato il pensiero di questi autori nel quadro storico del fine della modernità, l’autore cerca di sistemare i loro argomenti secondo i seguenti elementi: i diritti al di sopra dello stato, l’universalità del diritto, il ritorno dell’aspetto relazionale e il binomio diritto-politica, la giurisprudenza come scienza pratica.

Parole chiave: Javier Hervada, Sergio Cotta, Michel Villey, filosofia politica, diritto.

The present work seeks to present the thought of Villey, Cotta and Hervada with regard to the relationship between the right and political philosophy. Having contextualized the thought of these authors in the historical framework of the end of modernity, the author seeks to categorize the elements of their thought on the subjcet according to the following elements: right above the political state, universality of right, the return of the relational aspect and the “right-politics” relationship, jurisprudence as practical science.

Keywords: Javier Hervada, Sergio Cotta, Michel Villey, political philosophy, right.

Massimo del Pozzo
– Pontificia Università della Santa Croce

Villey, Cotta ed Hervada hanno posto al centro della loro speculazione la questione fondamentale (cos’è il diritto). Al di là della concezione oggettiva e ontologica dello ius, tutti e tre, con diverse accentuazioni, convergono pure sulla personalità, storicità e prudenzialità del diritto (che presenta un riscontro non trascurabile anche in ambito canonico). Solo Hervada ha dato un apporto considerevole alla scienza canonica. Il professore di Navarra, seguendo il realismo classico, ha individuato la giuridicità ecclesiale nell’intrinseca dimensione dei beni salvifici. Alcuni significativi contributi hervadiani riguardano anche la sacramentalità e relazionalità dello ius canonicum, la delineazione della sua struttura costituzionale e l’istanza di rinnovamento epistemologico della scienza canonica. Le acquisizioni di Hervada richiedono un certo approfondimento e perfezionamento, senza discostarsi dalla comprensione dell’essenza del fenomeno giuridico.

Parole chiave: concetto di diritto, realismo giuridico, scienza canonica, sacramentalità, struttura costituzionale.

Villey, Cotta and Hervada focused their attention on the fundamental question of what law is. Beyond the objective and ontological conception of ius, all three authors, with different emphasis, converge on the personal, historical and prudential aspects of law (the consequences of which are not indifferent in the canonical sphere). Only Hervada has made a considerable contribution to canonical science, identifying ecclesial juridicity in the intrinsic dimension of the salvific goods, in accordance with juridical realism. Some significant contributions from Hervada also regard the sacramentality and relationality of the ius canonicum, the delineation of its constitutional structure, and the push for the epistemological renewal of canonical science. Hervada’s developments require a certain level of deepening and enhancement, while staying true to his comprehension of the essence of the juridical phenomenon.

Keywords: concept of right, juridical realism, canonical science, sacramentality, constitutional structure.

Arnaldo Morace Pinelli
– Università degli studi di Roma “Tor Vergata”

Muovendo dal pensiero di Villey, Cotta ed Hervada, l’autore indaga il rapporto tra diritto e giustizia nell’ordinamento giuridico italiano, riscontrando in esso una gerarchia precisa. Al vertice si collocano i principi di tutela della persona, riconosciuti e garantiti dalla Costituzione, attraverso il filtro dell’ulteriore valore della solidarietà, riconducibili ad una sfera morale superiore alle leggi. Giusto è allora ciò che a ciascuno spetta come diritto inviolabile, cioè come diritto che la legge positiva non può violare e all’interprete — come bene hanno intuito Villey, Cotta ed Hervada — spetta il fondamentale compito di orientare verso giustizia la formazione del diritto effettivo, nella consapevolezza che il diritto costituisce uno strumento per la costruzione di una società giusta.

Parole chiave: Hervada, Cotta, Villey, scienza giuridica

From the perspectve of Villey’s, Cotta’s and Hervada’s thought, the author analyzes the relation between right and justice in Italian juridical order, finding within that order a precise hierarchy. On the top of this hierarchy he finds the principles of legal protection of the person, recognized and guaranteed by the Constitution, through the filter of subsequent values, such as solidarity — themselves, in turn, leading to a moral domain superior to the legal one. The just is still that which is due to each person as an inviolable right, i.e., as a right that the positive law cannot violate, while the fundamental task of the interpreter — as rightfully intuited by Villey, Cotta and Hervada — is to order the formation of the effective law toward justice, aware that the law constitutes an instrument for the construction of a just society.

Keywords: Hervada, Cotta, Villey, juridical science

Carlos José Errázuriz
– Pontificia Università della Santa Croce

Si studiano le proposte di Cotta, Villey ed Hervada sull’essenza del diritto. In primo luogo si evidenziano alcune linee comuni tra di loro: il rapporto tra il diritto e la giustizia, la necessità di uno sguardo ontologico, la specificità del diritto rispetto alla morale e alla politica, la rilevanza della filosofia giuridica per la scienza del diritto. Poi si descrivono i tre approcci nella loro diversità: l’ontofenomenologia del diritto in Cotta, il realismo giuridico classico in Villey ed in Hervada, prospettando anche un paragone tra entrambi. Da ultimo si offrono alcune considerazioni propositive che cercano di mostrare l’attualità di queste proposte, sottolineando che il diritto è inerente alle relazioni reali tra le persone, e la centralità della concezione del diritto come bene giuridico, ossia quale bene dell’altro in quanto oggetto della giustizia.

Parole chiave: essenza del diritto, Cotta, Villey, Hervada, bene giuridico

We study the proposals of Cotta, Villey and Hervada on the essence of law and right. First of all, some common lines are highlighted between them: the relationship between law, right and justice, the need for an ontological look, the specificity of the juridical with respect to morality and politics, the relevance of juridical philosophy for the juridical science. Then we describe the three approaches in their diversity: the ontophenomenology of law in Cotta, the classic juridical realism in Villey and Hervada, also suggesting a comparison between both. Finally, we offer some propositional considerations that try to show the relevance of these proposals, underlining that right is inherent in real relations between people, and the centrality of the conception of right as a juridical good, that is, as a good of the other which is object of justice.

Keywords: essence of law and right, Cotta, Villey, Hervada, juridical good

Comunicazioni

José María Carabante Muntada
– C. U. Villanueva – Universidad Complutense de Madrid

El presente artículo pretende analizar el planteamiento de dos autores, Javier Hervada y Eric Voegelin, sobre el derecho natural y sus fundamentos ontológicos. Se trata de revelar la complementariedad de sus enfoques, así como las semejanzas de la crítica que realizan al positivismo normativista. Ambos autores coinciden en afirmar la vinculación del derecho con un orden teleológico que posee naturaleza normativa y permiten, desde ese punto de vista, superar las deficiencias de algunos planteamientos difundidos en el ámbito jurídico contemporáneo.

Palabras clave: Normatividad, validez, orden del ser, Javier Hervada, Eric Voegelin, positivismo

This article aims to analyze the approach of two authors, Javier Hervada and Eric Voegelin, on natural law and its ontological foundations. It is about revealing the complementarity of their outlooks, as well as the similarities of the criticism they make to normativist positivism. Both authors agree in affirming the link of the law with a teleological order that has a normative nature and it allows, from that point of view, to overcome the deficiencies of some proposals disseminated in the contemporary legal field.

Keywords: Normativity, validity, order of being, Javier Hervada, Eric Voegelin, positivism, Natural Right

Arturo Cattaneo
– Facoltà di Teologia di Lugano (Svizzera)

La questione che affronto è se il concetto di diritto, applicato all’ambito secolare e a quello ecclesiale, è univoco o analogico e di che tipo di analogia si tratterebbe. Il Vaticano II ha promosso una maggiore attenzione nei confronti della specificità del diritto canonico, ancorandolo nel mistero della Chiesa (cfr. OT 16) e superando così la precedente prospettiva filosofico-sociologica della Chiesa quale «societas perfecta», che portava a fondare il diritto sulla base del principio «ubi societas ibi ius». Non sorprende quindi che dopo il Concilio diversi canonisti abbiano parlato di analogia fra i due diritti, senza però approfondire il tema e usando a volte espressioni poco chiare, come quella di «diritto analogico». La questione non è semplice anzitutto per la mancanza di una precisa definizione del concetto di «diritto». Secondo infatti come esso viene definito, se ne dedurrà una predicazione univoca o analogica. Nel primo caso, «diritto» costituirebbe un genere nel quale si distinguono due specie (diritto secolare e canonico) sulla base di differenze specifiche. Nel secondo caso, il termine generale «diritto» si applicherebbe ai due ambiti (secolare ed ecclesiale) acquistando però differenze essenziali, in modo che sia doveroso parlare di analogia. L’ipotesi che propongo è che si tratti di una analogia di proporzionalità intrinseca, nella quale la «giuridicità» costituisce la ratio che è propria (o intrinseca) ai due diritti.

Parole chiave: analogia, univocità , proporzionalità, giuridicità

The question I am dealing with is whether the concept of law, applied to the secular and ecclesial spheres, is univocal or analogical and what kind of analogy it would be. Vatican II has promoted greater attention to the specificity of canon law, anchoring it in the mystery of the Church (cf. OT 16) and thus overcoming the previous philosophical-sociological perspective of the Church as “societas perfecta”, which led to the foundation of law on the basis of the principle “ubi societas ibi ius”. It is therefore not surprising that after the Council several canonists spoke of analogy between the two rights, but without delving into the subject and sometimes using unclear expressions, such as that of “analogical law”. The question is not simple first of all because of the lack of a precise definition of the concept of “law”. Depending on how it is defined, a unique or analogical preaching will be deduced. In the first case, “law” would constitute a genre in which two species are distinguished (secular and canon law) on the basis of specific differences. In the second case, the general term “law” would apply to the two areas (secular and ecclesial), but would acquire essential differences, so that it is necessary to speak of analogy. The hypothesis I propose is that it is a matter of an analogy of intrinsic proportionality, in which “juridicity” constitutes the ratio that is proper (or intrinsic) to the two rights.

Keywords: analogy, univocity, proportionality, juridicity

Giovanni Cogliandro
– Facoltà di Filosofia, Pontificia Università S. Tommaso d’Aquino

Il Tomismo offre una feconda analisi dell’esperienza pratica, oltre che una metafisica della persona e del diritto, ponendosi in una prospettiva più ampia e comprensiva della New Natural Law Theory oggi criticata da autori tra loro diversi come Villey e McInerny. Finnis e altri autori che si ispirano al medesimo paradigma interpretativo presentano il loro approccio neoclassico al diritto naturale individuando sette beni fondamentali. Questi beni primari, indeducibili e indimostrabili, sono le condizioni per la realizzazione degli individui. Il diritto deve garantire la realizzazione dei piani di vita degli uomini connessi e ispirati da questi sette beni, traducendo in norme giuridiche alcune norme morali inderogabili. Alcuni allievi di Finnis come Schwartz, elaborando il concetto di amicitia in Tommaso, hanno oltrepassato il paradigma del maestro, declinando l’amicitia come relazione fondamentale che un bene che connette gli uomini tra loro al di là dell’utile. Per l’Aquinate, come nell’epoca classica, ius significa ciò che è iustum e quindi anche bonum e proprio per questo rappresenta una restrizione al potere che privo di una concezione condivisibile di bene è arbitrario.

Parole chiave: giustizia, fioritura umana, etica delle virtù, amicizia, legge naturale

Besides a metaphysics of the person and of the law, Thomism offers a fruitful analysis of practical experience and is situated within a broader and more comprehensive context than the New Natural Law Theory, the latter being criticized bz authors as divergent as Villey and McInerny. Finnis and the other authors who are influenced by the same interpretative paradigm present their neoclassical accounts of the natural rights by identifying seven fundamental goods. These primary goods, undeducible and undemonstrable, are the conditions for individual fulfillment. The law must guarantee the fulfillment of human life-plans which are connected to and inspired by these seven goods, while translating certain undeniable moral norms to juridical norms. Some Finnis’s disciples, such as Schwartz, while elaborating on the Thomas’s concept of amicitia, have surpassed the paradigm of their teacher, postulating amicitia as the foundational relationship and a good which connects people beyond that which is merely utile. For Aquinas, and all the classical period, ius means that which is iustum and thus also bonum and hence that which represents a restriction to power, which may become arbitrary if deprived of a common conception of the good.

Keywords: Justice, Flourishing, Virtue Ethics, Friendship, Natural Law

Tomás de Domingo Pérez
– Universidad Miguel Hernández de Elche (Alicante) – España

La obra de Robert Alexy, y concretamente su tesis de que el derecho formula necesariamente una pretensión de corrección, que supone una de las principales objeciones al positivismo jurídico en nuestros días, ha generado un debate muy intenso en el panorama iusfilosófico. La referencia de Alexy a la pretensión de corrección conduce a la exigencia de fundamentación de cualquier planteamiento normativo. En este punto se puede observar un paralelismo evidente entre la tesis de Alexy y la posición de Cotta en torno a la justificación de la obligatoridad de las normas. Ahora bien, aunque las posiciones de Alexy y Cotta se aproximan en su demanda de argumentación como un requisito esencial del derecho o, por decirlo con Cotta, del modo de vida jurídico, sus planteamientos son muy distantes y marcan dos caminos paralelos en la recuperación de la razón práctica que ha tenido lugar a lo largo de la segunda mitad del siglo XX. Alexy pretende desligar las razones que fundamentan la corrección de cualquier indagación en la estructura ontológica del ser humano, cosa que no sucede en el planteamiento de Cotta. En este trabajo se sostiene que la construcción teórica de Cotta permite elaborar una noción de justicia o corrección material que ofrece mayores posibilidades que la de Alexy en el terreno práctico.

Palabras clave: Corrección, teoría del discurso, coexistencia, naturaleza humana.

The work of Robert Alexy, and specifically his thesis that the law necessarily formulates a claim to correction, which is one of the main objections to legal positivism in our days, has generated a very intense debate in the philosophical panorama. Alexy’s reference to the pretension of correction leads to the requirement of substantiation of any normative approach. At this point it can be observed an obvious parallelism between Alexy’s thesis and Cotta’s position around the justification of the obligatory nature of the norms. However, although the positions of Alexy and Cotta are closer in their demand for argumentation as an essential requirement of law or, as Cotta put it, of the legal way of life, their approaches are very distant and mark two parallel paths in the recovery of the practical reason that has taken place throughout the second half of the 20th century. Alexy tries to separate the reasons that support the correction of any inquiry into the ontological structure of the human being, something that does not happen in Cotta’s approach. In this paper, it is argued that the theoretical construction of Cotta allows to elaborate a notion of justice or material correction that offers greater possibilities than Alexy’s in the practical field.

Keywords: Correction, discourse theory, coexistence, human nature.

Rudi Di Marco
– Università degli Studii di Udine

Lo strumento dei diritti umani rappresenta un tentativo di risposta -moderna a un problema tutt’interno alla modernità giuridica e riconducibile alla genesi della stessa: la grammatica dei diritti umani cioè pretende di realizzare una suprema forma di tutela positiva del cittadino rispetto alle degenerazioni della sovranità statuale. I diritti umani inverano dunque una forma di Reflexerechte di seconda generazione, i quali cercano di arginare i varii problemi del positivismo giuridico, senza però comprendere che esso rappresenta il problema di fondo. Se il diritto soggettivo infatti nasce nella sua concezione moderna come facultas agendi ex norma agendi, i diritti umani si strutturano sulle sue stesse fogge, anche se innalzano il livello della norma all’interno di una data scala di fonti normative. La tutela veramente giuridica dei diritti dell’uomo, invece, impone di concepire il diritto — anche inteso come diritto del soggetto — nei termini dell’oggettività metafisica; la garanzia dello ius, infatti, e quindi anche la garanzia della proiezione subiettiva di questo (fino al diritto di autodeterminazione), impone di comprendere che il fondamento del diritto in sè non alberga nella pretesa, sia essa quella dello Stato o quella dell’individuo, quanto piuttosto risiede nel fondamento della giustizia che declina il proprio principio a seconda delle varie circostanze e dei varii contesti, mai rappresentando un limite, ma sempre un criterio per l’esercizio della libertà umana.

Parole chiave: diritto, diritto soggettivo, diritti umani.

The instrument of human rights reprsents an attempt of the -modern response to a internal problem of juridical modernity which is intrinsically connected to its own genesis: the grammar of human rights inclines to effectively establish a supreme form of the positive juridical protection of the citizen with respect to the degeneration of state’s sovereignty. Human rights therefore embody a form of the second generation Reflexerechte, which seek to stem various problems of juridical positivism, without understanding that this strand of legal philosophy itself constitutes the problem. If subjective right really originates as the modern conception of a facultas agendi ex norma agendi, human rights are structured accordign to these coordinates, even when they enhance the level of the norm within a given scale of normative sources. A real juridical protection of human rights, instead, imposes a conception of right — understood also as subjective right — in the terms of objective metaphysics. The certainty of ius and therefore also the certainty of its subjective projection (to the point ofestablishing the right to self-determination) imposes the comprehension that the foundation of right in itself is not anchored in the claim (of the state or of the individual), but rather in the foundation of justice which is applied according to various circumstances and contexts, without ever representing a limit, but always seeking the criterion for the exercise of human freedom.

Keywords: right, subjective right, human rights.

Andrea Favaro
– Università degli Studi di Verona. Facoltà di Diritto Canonico “San Pio X” di Venezia

Il principio del “legittimo affidamento” si dice tuteli le situazioni soggettive consolidatesi per effetto di atti dei pubblici poteri idonei a determinare una posizione di vantaggio e a generare un’aspettativa nel loro destinatario. La definizione, non del tutto pacifica, viene esaminata nel presente contributo e sottoposta a disamina critica, con particolare riferimento al suo fondamento comune in ordine al principio della “certezza del diritto”.

Parole chiave: certezza del diritto, principio del legittimo affidamento, prudenza, esperienza giuridica, stato

The principle of “legitimate expectation” is said to protect subjective situations consolidated by acts of public authorities suitable for determining an advantageous position and generating an expectation in their recipient. The definition, which is not entirely peaceful, is examined in this paper and subjected to critical examination, with particular reference to its common foundation with regard to the principle of “legal certainty”.

Keywords: legal certainty, principle of legitimate expectations, prudence, juridical experience, rule of law.

José Fernández San Román, L.C.
– Università Europea di Roma

Este estudio muestra de manera sintética la aportación de J. Hervada al debate sobre el sentido de la salus animarum como fin del derecho canónico. Tomando como eje el can. 1752, se exponen en primer lugar las fuentes del canon. Posteriormente se evidencia el momento central hasta ahora inédito de su iter redaccional. En el mismo destacan algunas personas que participan en los trabajos de codificación y también se hace patente el influjo de algunos textos del Concilio Vaticano II. Finalmente se reflexiona sobre las posiciones doctrinales principales acerca de la salus animarum, mostrando la contribución del estudio sistemático de J. Hervada. De Santo Tomás de Aquino J. Hervada no solamente toma la apariencia de los términos, sino la profundidad de la visión del así llamado realismo jurídico. De esta manera se pretende profundizar, con una conveniente metodología basada en las fuentes, en la genuina «ratio legis» del último canon que cierra el Código como piedra angular. Se concluye afirmando, entre otros aspectos, el pleno valor jurídico de la salus animarum como fin del derecho canónico.

Palabras clave: derecho canónico, Hervada, can. 1752, iter redaccional.

This study shows in a synthetic way the contribution of Hervada to the debate on the meaning of salus animarum as the end of Canon Law. Using can. 1752 as its basis, the study first makes an exposition of the canon’s sources. Then, it explains the canon’s redactional process, a central moment, which has not been published until now. In this explanation, some of those who participated in the codification work stand out, as well as the influence of some texts of the Second Vatican Council. Finally, we reflect on the main doctrinal positions about salus animarum, showing the contribution of the Hervada’s systematic study. Hervada bases himself on St. Thomas Aquinas not only for his terminology, but also for the depth of vision of so-called juridical realism. In this way we attempt, with a fitting method based on the sources, to deepen our understanding of the genuine ratio legis of the last canon, which forms the cornerstone of the Code. We conclude with the affirmation, among other aspects, of the full legal value of salus animarum as the end of Canon Law.

Keywords: salus animarum, canon law, Hervada, can. 1752, redactional process.

Dante Figueroa, Esq
– Senior Legal Analyst, Library of the U.S. Congress (Washington, D.C., U.S.A)
Rocco Junior Flacco, Ph.D
– Avvocato e Consulente Giuridico presso il Ministero della Salute (Roma, Italia)

Il contributo si propone di riflettere sul rapporto tra diritto positivo e diritto naturale, con riferimento al regime giuridico della tutela della salute e in particolare al diritto di accesso alle cure. Come traspare da una lettura ragionata della giurisprudenza costituzionale italiana, infatti, alcuni caratteri pregnanti dell’ordinamento in materia, quali l’universalità e la proporzionalità, sembrano tradurre in chiave di diritto vigente elementi connessi a rapporti tra individuo e collettività strutturati in termini di una relazione di giustizia apprezzabile in senso pieno nella prospettiva del diritto naturale.

Parole chiave: tutela della salute, universalità, diritto naturale.

This contribution reflects upon the relationship between positive right and natural right, with a reference to the juridical status of health protection, particularly to the right to access medical treatment. A comprehensive reading of Italian constitutional jurisprudence lead to the conclusion that certain meaningful properties of the legal order regarding these issues, such as universality and proportionality, seem to translate in positive-law terms the elements connected to the relationships between the individual and the community, when structured in a relationship of justice aprreciated in its full sense in the perspective of natural right.

Keywords: health protection, universality, natural right.

Lucia Graziano
– Università di Roma “La Sapienza”

A partire dall’analisi di due studi di Sergio Cotta riconducibili all’area scientifica del Law and Religion, questo saggio breve avvia una riflessione sul nesso che corre tra essenza del diritto ed esistenza dell’uomo. Per conoscere il diritto e la sua essenza non si può, infatti, prescindere dal dato esperienziale — a suo tempo già scelto dallo studioso — dal quale risultano evidenziate tanto la struttura dell’essere umano, quanto le esigenze di giustizia che emergono dalle relazioni intercorrenti tra gli uomini, soggetti che, come ben ci ricorda Cotta, sono esseri intra-mondani capaci di trascendere la propria condizione ontica.

Parole chiave: Sergio Cotta, diritto, religione, esistenza, persona, linguaggio giuridico.

Starting from the analysis of two studies by Sergio Cotta, referable to the scientific area of ‘Law and Religion’, this essay focuses on the link between the essence of justice and the existence of the human being. In order to reflect on justice and its essence, the starting point — at the time already chosen by the scholar — is the experiential datum that highlights the structure of the human being and the needs for justice inherent in the interpersonal relationships between men, subjects who, as Cotta reminds us, are intra-world beings, able to transcend their ontic condition.

Keywords: Sergio Cotta, justice, religion, existence, human being, juridical language.

Camila Herrera Pardo
– Universidad de la Sabana, Colombia

En este trabajo se exponen las peculiaridades de “lo justo” en el escenario específico de la reparación de la injusticia. Para tal fin se partirá de una revisión distinción fundamental de las formas justicia, en la que se advertirán, por un lado, las clásicas especies relacionales (distributiva, conmutativa y legal) y dos clases distintas de manifestaciones de lo justo, a saber, las exigencias o deudas originarias y las subsiguientes a una situación de reparación. Posteriormente se examinarán las limitaciones inherentes a la justicia en su dimensión reparadora, algunas de las cuales son comunes a toda forma de justicia y otras, específicas de cada especie de relación jurídica.

Palabras clave: Justicia, Reparación, Justicia limitada, Injusticia Radical, Restauración de la Amistad civica.

This work aims to explore the meaning of “what is just” (iustum) in the specific context of the reparation of injustice. It begins with the revision of the classical distinction of the forms of justice, that leads to the further distinction between three species of juridical relationships (commutative, distributive and legal) and two classes of manifestation of the iustum: originary deeds, and deeds that are subsequent to a reparation situation. Finally, it explores the inherent limitations of reparation of the injustice. Some of them are common to all forms of justice, and others are specific to a particular kind of juridical relationship.

Keywords: Justice, Reparation, Limited Justice, Radical Injustice, Restoration of Public Friendship.

Julio Raúl Méndez
– Universidad Católica de Salta – Universidad Nacional de Salta

La comprensión de la estructura lógica de la norma jurídica es un directo reflejo de la determinación del sentido de esa norma. A su vez, la determinación de cuál sea el sentido de la norma jurídica depende de la concepción que se tenga de la esencia del derecho. Por ello el debate sobre la estructura lógica de la norma jurídica pertenece al debate sobre la naturaleza del derecho.

Este artículo parte de la concepción kelseniana y la discute con los aportes de la escuela argentina de filosofía del derecho. La conclusión del autor es una fórmula lógica en la cual se recogen las contribuciones de autores del siglo XX.

Para el autor la salida del normativismo positivista se encuentra recorriendo el camino de la fenomenología y del realismo clásico, incorporando también los estudios sobre la historia del derecho.

Palabras clave: norma, conducta, pena, lógica.

The understanding one has of the internal logic of juridical norms depends on the understanding of the nature of norms. In turn, the understanding of the nature of norms depends on the understanding one has of the nature of law. For this reason the debate over the logical structure of the juridical norms pertains to the debate about the nature of law. This article begins with the Kelsenian theory and analyzes it in light of ideas taken from the Argentine school of the philosophy of law.

The author’s conclusion states a logical formula in which he gathers the contributions of twentieth-century authors. According to the author, the way to escape the contradictions of positivist legal-norm theory is to follow the path of phenomenology and classical realism keeping in mind historical studies of the law.

Keywords: norm, conduct, punishment, logic

Cristóbal Orrego
– Pontificia Universidad Católica de Chile

El artículo presenta el modo como Javier Hervada, en contraste con Michel Villey, acepta el lenguaje y el concepto de los «derechos humanos». Se llama la atención, primero, sobre la connotación negativa de la filosofía moderna de los derechos humanos en su contraste con el pensamiento jurídico clásico sobre la ley natural y el derecho natural. Enseguida se muestra que Javier Hervada, no obstante apoyarse en una versión del realismo jurídico clásico similar a la de Villey, rescata una concepción de los derechos subjetivos subordinados al lugar central del ius como ipsa res iusta. Finalmente, se explica cómo Hervada acepta el lenguaje moderno de los derechos humanos, aparentemente para explicar el uso de ese lenguaje por el magisterio eclesiástico, a la vez que sostiene que los derechos humanos de las declaraciones de derechos corresponden solamente en parte al verdadero derecho natural.

Palabras clave: derecho natural, derechos humanos, Michel Villey, Javier Hervada.

The paper presents the way in which Javier Hervada, unlike Michel Villey, accepts the language and the concept of “human rights”. It is underscored the fact, first, that the modern philosophy of human rights has a negative connotation as opposed to the classical legal thinking on natural law and natural right. Secondly, the paper contends that Hervada, notwithstanding his reliance on a version of classical legal realism similar to Villey’s, accepts a conception of subjective rights subordinated to the central place of ius understood as ipsa res iusta. In the end, the paper explains how Javier Hervada receives the modern language of human rights, seemingly in order to account for the use of that language by the Church’s Magisterium, while at the same time he maintains that the human rights of the declarations of rights correspond only in part to the true natural right.

Keywords: natural right, human rights, Michel Villey, Javier Hervada.

Petar Popović
– Pontificia Università della Santa Croce

Mentre la maggior parte dei filosofi del diritto contemporanei di stampo giusnaturalista dedicano più attenzione alla fondazione dei diritti umani nella legge naturale, Villey e Hervada, invece, accomunati dall’approccio ad una visione realista del diritto, nella loro ricerca degli aspetti della giuridicità della natura umana, prendono come punto di partenza il concetto del diritto naturale. Cercando di cogliere il significato del diritto naturale a partire della sua collocazione dentro l’essenza del diritto come la “ipsa res iusta”, essi, in un secondo momento, valutano la posizione strutturale della legge naturale — nella sua dimensione giuridica — rispetto al diritto naturale. Trovando nell’aspetto giuridico della legge naturale il titolo naturale dei diritti naturali in quanto beni giuridici naturali, Villey e Hervada elaborano, ciascuno a modo suo, una posizione sulla correlazione tra il diritto naturale e i diritti umani. Sorprendentemente, a proposito dei diritti umani le rispettive teorie dei due autori finiscono per trovarsi in posizioni, al primo sguardo, molto diverse: mentre Hervada riesce a cogliere una continuità strutturale tra i diritti umani e la legge e diritto naturale, Villey sostiene che tale continuità non è possibile.

Parole chiave: realismo giridico, diritto, diritto naturale, legge naturale, diritti umani.

While the majority of contemporary jusnaturalist philosophers of law focus on the search for the foundations of human rights in the natural law, Villey and Hervada take the concept of natural right as the starting point of their realistic conception of right, within their research of the juridical aspects of human nature. While seeking to grasp the meaning of natural right from the perspective of the essence of right as the “ipsa res iusta”, they evaluate the structural position of the natural law — in its juridical domain — with regard to natural right. After identifying the natural title of natural rights in the juridical aspect of natural law, Villey and Hervada present their respective theories on the correlation between natural right and the human rights. Somewhat surprisingly, the theories of human rights of these two authors, at first sight, lead to very different results. While Hervada perceives a structural continuity between human rights, on one hand, and the natural rights and natural law, on the other, Villey maintains that such continuity cannot be established.

Keywords: juridical realism, right, natural right, natural law, human rights.

José Antonio Santos
– Universidad Rey Juan Carlos (Spagna)

Questo articolo analizza l’impatto del pensiero giuridico di Sergio Cotta sulla filosofia giuridica spagnola. Il punto di partenza si concentra sulla contestualizzazione dell’opera di Cotta in Spagna, nonché sullo studio delle opere del pensatore italiano che hanno maggiormente influenzato i filosofi di diritto spagnoli. A tal fine, cercheremo di evidenziare la natura imperitura delle opere di Cotta e il suo insegnamento attraverso le pubblicazioni di noti filosofi del diritto spagnoli.

Parole chiave: esistenzialismo, fenomenologia, diritto naturale, ontologia

This paper analyzes the impact of Sergio Cotta’s legal thought on Spanish legal philosophy. The starting point is found on the contextualisation of Cotta’s work in Spain, as well as on the study of the works of the Italian thinker that most influenced the Spanish philosophers of law. To this end, we want to indicate the imperishable nature of Cotta’s works and his teaching through the works of well-known legal philosophers in Spain.

Keywords: existentialism, fenomenology, natural law, ontology

Claudio Sartea
– Università degli studi di Roma “Tor Vergata”

L’impegno teoretico di Sergio Cotta dedicato alla giustificazione della norma giuridica è uno dei luoghi più interessanti della filosofia del diritto di fine secolo nella convergenza di prospettive analitiche e giusnaturalistiche. La recente ristampa del suo principale contributo in argomento, Giustificazione e obbligatorietà delle norme, offre l’occasione per attualizzarne la sua riflessione sull’obbligatorietà delle norme, che si colloca consapevolmente al crocevia delle principali tematiche giusfilosofiche ed è stata lungamente oggetto della meditazione di questo autore.

Parole chiave: Cotta; Giustificazione; Obbligatorietà; Norme; Coesistenza.

The theoretical commitment of Sergio Cotta dedicated to the justification of the legal rules is one of the most interesting places in the philosophy of the law of the end of the century in the convergence of analytical and natural law perspectives. The recent reprint of its main topic on the subject, Giustificazione e obbligatorietà delle norme, offers the opportunity to update its reflection on the obligatory nature of norms, which is consciously placed at the crossroads of the main legal philosophical themes and has long been the subject of the philosophical work of this author.

Keywords: Cotta; Justification; Mandatory; Legal Rules; Coexistence.

Vito Serritella
– Pontificio Consiglio per i Testi Legislativi

F. Gentile considera le tre stanze del Diritto: Legalità, Giustizia, Giustificazione, come momenti necessari e dialettici per il Diritto. Bisogna riconoscere che il diritto del nostro tempo è un diritto senza verità, che l’attuale crisi dell’esperienza giuridica è, nella sua essenza, più profonda, una crisi della verità del diritto. Il carattere puramente strumentale o legale (prima stanza del diritto) è l’elemento rivelatore di un diritto che ha perso la sua natura di esse ars boni et aequi e si è andato riducendo ad uno strumento per fini estranei al proprio contenuto, se non addirittura ad un mero strumento del potere. La forma positiva, pur necessaria a garantirne la certezza, è diventata l’unico suo titolo di validità, l’unico criterio di giuridicità. Per evitare il nichilismo giuridico, occorre spostarsi verso la natura dialettica (seconda stanza) che è capace di unire e di distinguere ciò che è giusto (dimensione realistica del diritto), ovvero la ricerca del giusto mezzo, ossia della misura conveniente. Infine, occorre giustificare il diritto naturale (dell’essenza) come base sostanziale del diritto, non come un doppione o codice duplicato del diritto positivo — con cui è intrecciato. Le leggi, oltre ad essere stabilite, vanno esaminate per essere ritenute giuste, per cui l’idea classica di di giustizia è la condizione di intelligibilità della interazione umana (terza stanza).

Parole chiave: Francesco Gentile, legalità, giustizia, giustificazione.

F. Gentile reflects on the three chambers of the right: legality, justice, justifications. These are the necessary dialectical moments for the right. One has to consider that right is conceived in abstraction from the truth in our times, and that the current crisis of juridical experience is, in its most profound essence, a crisis of the truthfullness of the right. The purely instrumental or legal character of the right (the first chamber) is the revelatory element of right which has lost its nature of being ars boni et aequi and has been gradually reduced to an instrument for ends that are external to its own content, if not downright to a mere instrument of power. Its positive form, though necessary to secure juridical certainty, has become the only title of its validity, the unique criterion of juridicity. In order to escape juridical nichilism, one should make the move towards the dialectical nature (second chamber) that may unite and distinguish that which is right (the realistic domain of right), that is toward the search for the just or adequate measure. In the end, one should justify natural right (its essence) as the substantive foundation of right, not as a duplicate level of positive right — with which it remains connected. Besides being established, the laws are examined in order to test their justice, which renders the classical idea of justice the condition of the intelligibility of human interaction (third chamber).

Keywords: Francesco Gentile, legality, justice, justification.

Micael Martins Teixeira
– FCT Scholarship, CEDIS (Research Center on Law and Society), Nova Law School, Universidade Nova de Lisboa

One of the most interesting aspects of Villey’s work is the quest to find the proper scope of application of the Gospel message vis-à-vis the legal order. The Gospel is directed at the internal dispositions on men, given that Jesus’ commands are not translatable into concrete written commands but are rather only grasped by the command of love of God and of neighbor as oneself. This is the “fulfillment of the law” proclaimed by Christ and dependent on God’s grace (Holy Ghost), manifested in the theological virtues. Yet, the need to establish order in any society, accomplished by stating rights and duties between man and neighbor, implies the proclamation of such statements. These exist in the Old Testament but not in the New: “judicialia praecepta (…) sunt evacuata per adventum Christi” (ST, I, II, 104, 3, co.). Moreover, formulating rights and duties, moral and legal, is a matter of properly exercising the cardinal virtues, common to all men — as they are based in natural human reasoning —, regardless of the fact that they are the recipients of God’s grace. As such, these matters are left to human judgement and cannot be based on the Gospel: “non cadunt sub praecepto novae legis sed relinquuntur humano arbitrio” (ST, I, II, 108, 2, co.). This understanding has a clear gospel basis, specially in Christ’s answer to the man who asked Him to order his brother to divide the inheritance: “Man, who made Me a judge or arbitrator over you?”.

Keywords: Villey, Sacred scripture, law, virtue, human reason

Felipe Widow Lira
– Pontificia Universidad Católica de Chile

En su dura crítica a la noción de derecho subjetivo (DS), Michel Villey argumentó que (A) el DS no existía en el derecho romano, sino que (B) surgió en los albores de la modernidad occidental como la principal consecuencia jurídica del nominalismo que Guillermo de Ockham introdujo en la filosofía y la teología. Y, aún más, que (C) en Ockham ya sería posible encontrar una teoría jurídica en la que el DS aparece como la acepción principal del derecho. Cada una de estas tesis históricas ha sido fuertemente discutida y casi todas han sido superadas. Sin embargo, este artículo intenta mostrar que, más allá de sus imprecisiones históricas, Villey acertó en el núcleo filosófico central de su tesis: la necesaria asociación que existe entre el nominalismo y la noción de DS que se ha impuesto en la modernidad jurídica.

Parole chiave: Derecho subjetivo, Derecho moderno, Nominalismo, Villey.

In his harsh criticism of the notion of subjective right (SR), Michel Villey argued that (A) the SR did not exist in Roman law, but that (B) emerged at the dawn of Western modernity as the main legal consequence of nominalism that William de Ockham introduced in philosophy and theology. And, furthermore, that (C) in Ockham it would be possible to already find a legal theory in which the SR appears as the main meaning of the law. Each of these historical theses has been strongly discussed and almost all have been overcome. However, this article attempts to show that, beyond his historical inaccuracies, Villey was right in the central philosophical core of his thesis: the necessary association between nominalism and the notion of SR that has been imposed on legal modernity.

Keywords: Subjective Right, Modern Law, Nominalism, Villey

Francesco Zini
– Dipartimento di Scienze Politiche e Internazionali, Università degli Studi di Siena

Secondo Sergio Cotta la persona non può realizzare sé stessa senza il diritto, che lo vincola all’osservanza dei doveri, anzi all’idea stessa del dovere. Da questa considerazione iniziale sembra che nell’essenza del diritto sia insito un dovere che fonda la relazione interpersonale. Tale dovere esprime una forma di “restituzione” nei confronti del debito di essere. L’essere “in debito” sarebbe una condizione ontologica che fonderebbe ab origine l’ontofenomenologia giuridica. Tale “dovere di restituzione” starebbe quindi a fondamento del principio universale della responsabilità interpersonale, autentico riferimento dei diritti umani.

Parole chiave: giusnaturalismo, dovere, responsabilità, giustizia, ontofenomenologia giuridica

According to Sergio Cotta the person cannot realize himself without the right, which binds him to the observance of duties, indeed to the very idea of duty. From this initial consideration it seems that in the essence of law there is an inherent duty that establishes the interpersonal relationship. This task is a form of “repayment” against the debt of being. To be “in debt” would be an ontological condition that founded legal ontophenomenology ab origine. This “duty of restitution” would therefore be a foundation of the universal principle of interpersonal responsibility, a true reference to human rights.

Keywords: natural law, duty, responsibility, justice, legal ontophenomenology